Capita a molte persone: mangiare senza avere davvero fame.
Aprire il frigorifero per automatismo, cercare qualcosa di dolce a fine giornata o sentire un bisogno improvviso di cibo anche poco dopo aver mangiato.
Questa condizione viene spesso chiamata fame nervosa, ma dietro questo termine c’è molto più di una semplice voglia di mangiare. È un segnale che merita attenzione e ascolto.
Fame fisica o fame emotiva?
La fame fisica arriva gradualmente, è accompagnata da segnali corporei e si placa mangiando.
La fame emotiva, invece, compare all’improvviso, è più intensa e spesso legata a uno stato d’animo preciso: stress, stanchezza, noia, tensione.
Non è un problema di autocontrollo.
È una risposta del corpo (e della mente) a un disequilibrio.
Che ruolo ha l’alimentazione in tutto questo
Un’alimentazione irregolare o troppo restrittiva può favorire questi episodi.
Saltare pasti, mangiare poco durante il giorno o eliminare alcuni alimenti “per paura” porta spesso a un aumento del desiderio e alla perdita di controllo.
Quando il corpo non riceve ciò di cui ha bisogno, chiede energia nel modo più rapido possibile.
Strutturare i pasti in modo equilibrato, completo e regolare è uno dei primi passi per ridurre la fame nervosa.
Perché togliere tutto non funziona
Eliminare completamente dolci, pane o pasta può sembrare una soluzione, ma nella pratica spesso peggiora il rapporto con il cibo.
Più un alimento viene vissuto come proibito, più acquista valore emotivo.
Il lavoro nutrizionale non è togliere, ma ridare normalità al cibo, inserendolo nel contesto giusto.
Quando il cibo smette di essere “vietato”, spesso smette anche di essere ossessivo.
Un approccio più consapevole
Nel mio lavoro con le persone che desiderano migliorare il rapporto con il cibo, l’obiettivo non è il controllo, ma l’ascolto.
Significa:
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imparare a riconoscere fame e sazietà
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dare una struttura alla giornata alimentare
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costruire pasti completi e soddisfacenti
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ridurre il senso di colpa legato al cibo
L’alimentazione deve adattarsi alla persona, non il contrario.
Quando può essere utile un supporto nutrizionale
Se mangiare è diventato una fonte di stress, se senti di alternare restrizione e perdita di controllo o se le diete rigide non hanno mai funzionato, può essere utile farsi accompagnare in un percorso personalizzato.
Un lavoro nutrizionale mirato aiuta a ritrovare equilibrio, serenità e continuità, senza estremismi.
In sintesi
La fame nervosa non si risolve imponendo più regole.
Si gestisce costruendo un’alimentazione equilibrata, sostenibile e rispettosa dei segnali del corpo.
Mangiare bene non significa essere perfetti.
Significa trovare un equilibrio che funzioni davvero nella vita di tutti i giorni.
Senti che il cibo è diventato una fonte di stress e vorresti affidarti ad un nutrizionista a Genova per ritrovare un rapporto più sereno con l’alimentazione? Posso aiutarti a costruire un percorso personalizzato e sostenibile.
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